Stella di Natale:come curarla al meglio
- 4 dic 2025
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L’Euphorbia pulcherrima, nota come poinsettia o stella di Natale, è una pianta ornamentale della famiglia delle Euphorbiaceae, originaria di Messico e Guatemala. Allo stadio selvatico può raggiungere un’altezza tra i due e i quattro metri.

Il suo fiore, detto ciazio, con petali e sepali disposti a coppa, non è rosso, ma di colore giallo, e circondato da una corona di brattee rosse. È una pianta fotoperiodica e brevidiurna: le sue brattee diventano rosse quando le ore di luce solare diminuiscono, al massimo 8 o 9 ore.
La poinsettia andrebbe considerata come una succulenta: va tenuta a una temperatura tra i 14° e i 22°, può vivere anche a temperature più basse ma non sopporta il gelo. Non teme molto la siccità e può tollerare brevi periodi senza acqua. È invece molto sensibile al marciume. Per capire se è il momento giusto per annaffiarla basta guardare e toccare la terra (deve risultare asciutta) oppure aspettare che il vaso diventi più leggero e la terra più chiara. Bisogna stare attenti a non bagnare le foglie e a non lasciare ristagni d’acqua. La posizione giusta per la Stella di Natale è lontana dagli sbalzi di temperature, quindi deve essere distante sia da fonti di calore sia dalle correnti fredde.
In primavera la Stella di Natale perde le sue foglie e inizia il riposo vegetativo. È quindi il momento adatto per potarla, tagliando gli steli a circa 10 cm dalla base, ricordandosi di indossare dei guanti, in quanto il lattice che fuoriesce dagli steli è irritante per la nostra pelle (oltre ad essere velenosa per gli animali). La pianta va poi rinvasata usando un terriccio ben drenante e va sistemata a mezz’ombra. Infine va concimata durante tutto l’anno: in primavera ed estate un paio di volte al mese con un concime universale con un buon contenuto di azoto, da settembre in avanti il concime deve essere più ricco di fosforo e potassio. In primavera e in estate può essere posizionata all’esterno, in un luogo dove prenda sole solo la mattina, evitando il sole diretto nelle ore più calde del giorno. Prima di portare la pianta fuori conviene aspettare che la temperatura esterna sia simile a quella interna, lo stesso vale per quando la pianta dovrà essere spostata di nuovo in casa.

Già nel XIV secolo la poinsettia era di uso comune tra gli Aztechi: i suoi pigmenti venivano usati per tingere i tessuti, mentre la sua linfa era ritenuta in grado di far abbassare la febbre. Nel XVII secolo i sacerdoti francescani in Messico la introdussero gradualmente nelle processioni della natività. La sua diffusione si deve a Joel Poinsett, ambasciatore americano in Messico, medico e botanico, che nel 1828 la portò negli Stati Uniti, dove si iniziò la sua produzione e vendita nel XX secolo. In onore di Poinsett alla pianta venne dato il nome di poinsettia, inoltre il 12 dicembre (anniversario della morte del botanico) negli Stati Uniti si celebra il National Poinsettia Day.
Secondo una leggenda Azteca la Stella di Natale non aveva in origine brattee rosse, poi un giorno una dea ebbe un colpo di fulmine così doloroso da far sanguinare il suo cuore. Le gocce di sangue caddero su una poinsettia colorandola di rosso.
Una leggenda messicana fornisce un’altra versione: un bambino voleva fare un’offerta a Gesù il giorno di Natale, ma essendo povero riuscì a preparare solo un mazzo di foglie e lo mise vicino al presepe della chiesa, lì le foglie diventarono rosse.
Per gli Aztechi la poinsettia era un simbolo di purezza. Si diceva anche che i guerrieri morti in battaglia sarebbero tornati sulla terra per bere in nettare del suo fiore e raggiungere l’eternità. Il concetto di purezza è stato ripreso dalla tradizione cristiana che rivede nella forma delle sue foglie la stella di Betlemme. Nel linguaggio dei fiori la Stella di Natale simboleggia umiltà, saggezza, amore verso il prossimo, fiducia, salute e rinascita. Viene regalata nel periodo natalizio per augurare un anno di abbondanza oppure come simbolo di gratitudine.



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